Storie

Reagire alle catastrofi, salvare vite, Filippine

Le agenzie internazionali hanno coordinati i soccorsi a terra dopo il tifone Haiyan/Yolanda, nella repubblica delle Filippine, novembre 2013; alcuni eventi di mapping online a distanza hanno sostenuto il lavoro di soccorso. Foto di Andrew Robertson (SPC), US Army.

Le agenzie internazionale hanno coordinato i soccorsi a terra dopo il tifone Haiyan/Yolanda, nella repubblica delle Filippine, novembre 2013; eventi di mapping online a distanza hanno sostenuto il lavoro di soccorso. Foto di Andrew Robertson (SPC), esercito degli Stati Uniti.

Nel novembre 2013, l'Humanitarian OpenSteetMap team (HOT) ha iniziato ad attivare mapper volontari anche prima che il super-tifone Haiyan colpisse le Filippine per raccogliere una base di dati geografici.

Circa 1.600 volontari hanno aggiunto rapidamente circa 4,5 milioni di modifiche alla mappa di base. Queste informazioni hanno fornito dei dati critici al fine di valutare i danni alle infrastrutture, portare la gente nei centri di evacuazione e negli ospedali e per il trasporto dei materiali di soccorso di emergenza. In tutto il mondo si sono fatti appelli ai volontari per contribuire agli sforzi di mappatura, organizzando dei raduni chiamati "Crisis Camp". La giornalista Tyler Machado ha descritto così la sua esperienza in un Crisis Camp in Vermont.

Estratto da (in inglese) "I cittadini del Vermont aiutano le operazioni di soccorso nelle Filippine costruendo una mappa digitale, "Seven Days, quotidiano del Vermont, del 20 Novembre 2013:

È passata una settimana da quando il super tifone Haiyan ha colpito, ed ho preso parte ad un team globale di volontari che effettuano un lavoro di mappatura di emergenza nelle zone inesplorate dell'isola di Negros nelle Filippine. Il mio compito è stato quello di indicare i profili degli edifici, o dove si trovavano prima che la tempesta li spazzasse via. La nostra squadra si è suddivisa il lavoro ed ognuno di noi si è occupato di un blocco di circa due chilometri quadrati.

Non ero sul posto, nelle Filippine; ero col mio portatile al Coworking Office Squared di Burlington e dividevo la sala con circa altri 20 volontari; mentre diverse altre centinaia erano collegati online, sparsi in tutto il mondo. Il gruppo presente a Burlington includeva professionisti dei sistemi informativi geografici, ma anche studenti, smanettoni locali ed altre persone senza nessuna esperienza nel campo della cartografica.

Il nostro lavoro come volontari era semplice: utilizzare uno strumento per la creazione di mappe completamente online chiamato OpenStreetMap per tracciare elementi a partire dalle foto satellitari delle aree delle Filippine colpite dal tifone e salvarli nel database della mappa. Abbiamo tracciato strade e fiumi ed abbiamo delineato i profili degli edifici - indicando con delle note aggiuntive nei metadati quando l'edificio sembrava essere ridotto ad un cumulo di macerie.

OpenStreetMap è il software web-based preferito dai cartografi benefattori: immaginate le funzionalità di Google Maps in combinazione con la libertà per cui "chiunque può modificare" tipica di Wikipedia. È un progetto totalmente open-source, e (a differenza di molte altre mappe, online o cartacee) i dati sono liberi per tutti e per ogni scopo, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso.

Le mie mappe non sono state scritte nella pietra: i contributori di OpenStreetMap possono controllare il lavoro degli altri utenti ed effettuare delle correzioni, se necessario. Gli utenti più esperti possono rivedere quelle modifiche e validarle nel database.

È facile dare per scontata la disponibilità di ampie informazioni geografiche nel mondo sviluppato, ma nelle zone rurali delle Filippine, dove Haiyan ha colpito più duramente, spesso gli operatori umanitari non dispongono di mappe dettagliate e complete. "La mia ipotesi è che molte delle strade primarie e secondarie fossero disponibili", racconta Hegman. "Ma le strade minori, i sentieri e gli edifici? Niente da fare. Questo è qualcosa che [gli operatori che stavano lavorando] per il soccorso di emergenza non avrebbe mai potuto avere."

Ovviamente, il semplice atto di tracciare delle strade sulla mappa non aiuta i filippini colpiti dal tifone a salvarsi. La mappatura delle situazioni di emergenza fatta da volontari distribuiti a livello globale è utile perché guida l'opera di soccorso che avviene sul posto. Il software di OpenStreetMap incoraggia quest'uso; un visualizzatore permette di mostrare le mappe in modalità "umanitaria", una particolare visualizzazione che evidenzia le strade e gli edifici danneggiati segnalati dai contributori.

Ho già perso il conto di quali parti della mappa ho modificato - il sito HOT, il gestore dei task di OpenStreetMap , ora mi assegna nuovi compito ogni volta che lo visito. Finché ci saranno percorsi attraverso i campi di canna da zucchero e sulle montagne delle Filippine, ci sarà ancora lavoro da fare - e spero che ciò che è stato fatto finora abbia reso le operazioni di soccorso più utili per le persone che vivono lì.